Stili Educativi

Stili Educativi

Dedichiamo un articolo agli stili educativi di cui tanto si parla al giorno d’oggi e di cui diventa fondamentale documentarsi anche quando si hanno a carico figli disabili.

I figli sono tutti speciali, un dono d’amore unico e irripetibile: vorresti renderli felici, proteggerli, difenderli, vederli oltre il buio e allo stesso tempo si desidera che i propri figli siano i più educati, i più intelligenti della città.

Desideri giusti e umani, ma non sempre sappiamo come fare o agendo in un modo che crediamo giusto non otteniamo l’effetto sperato.

E poi cosa vuol dire difenderli? Da chi? Da una malattia, da un vaccino, dai bulli, da un brutto voto?

Purtroppo, non possiamo difenderli da tutto, ma stare accanto loro sì, perché possano sapere che su di voi possono contare sempre, nel bene e nel male, in quanto non si sentiranno giudicati sempre, ma ascoltati.

Per esempio: su un brutto voto come lo difendiamo?

Cerchiamo di capire le difficoltà che ha con quella materia ed aiutiamolo magari a sfondare con un buon metodo di studio cercando di capire qual è l’approccio didattico che meglio lo aiuta.

Da mamma, ho trovato utile rispolverare queste pagine sia come supporto, sia per cambiare punto di vista in alcune situazioni pratiche, sia per non essere esagerata nelle aspettative non solo alte ma neanche basse.

Cosa desideriamo più di ogni cosa?

Che i figli siano autonomi, siano capaci di scegliere e decidere da soli e sappiano cavarsela a scuola, nello sport, con gli amici.

Pertanto i ragazzi hanno bisogno di un genitore leader emotivo, che sappia scegliere e che gli dia sicurezza. Questo richiede anche flessibilità ossia lasciar che i bambini ed i ragazzi facciano degli esperimenti, delle nuove esperienze, senza tralasciare le regole di casa. Ci vuole equilibrio, consapevolezza che le regole sono regole e si rispettano. Se le regole vengono gestite in modo sereno e coerente con quello che si dice allora i bambini le fanno proprie e le osservano immediatamente.

Ai bimbi capita di fare cose che sono fuori dalle regole, esempio mangiare fuori tavola, scrivere un armadio, ricordate che non lo fanno apposta ma stanno sperimentando nuove dinamiche di scrittura, non arrabbiatevi, ma per esempio potreste parlare calma dicendo: “Amore, forse non te l’ho detto, ma sull’armadio non si può scrivere, solo sui fogli. Adesso puliamo l’armadio dallo schizzo!”

Il bambino pulirà volentieri, forse la scritta non verrà via, forse non sarà in grado di strofinare, non importa: a modo suo ha pulito e questo lo aiuterà a ricordarsi della regola e farla propria.

Ricordate anche i sordi devono rispettare le regole di casa, ci sono genitori che tendono a stendere loro il tappeto, a non sgridarli di nulla e tantomeno a non far fare loro nessuna faccenda domestica.

NO, devono collaborare, sono sordi ma non  stupidi, né “poverini”, sanno disegnare sui fogli, sanno apparecchiare, vestirsi da soli, pulire e cucinare, non esagerate con le aspettative né Alte né Basse!!!

Con la quotidianità comprendere le difficoltà uditive e credetemi: solo voi che le vivrete apprenderete meglio dei professionisti le difficoltà reali di un sordo, ma negare loro il lavoro di squadra in famiglia non c’entra nulla col mondo che va storto.

Fateli sentire capaci di fare, ve ne saranno grati!

Seguite sempre la democrazia ed i suoi principi che sono la base di ogni rapporto familiare e sociale.

Vieni quindi spontaneo chiedersi: che tipo di genitori siamo?

Che tipo di genitori sarebbe opportuno provare ad essere?

A questa domanda possiamo rispondere solo dal punto di vista psicologico.

Gli psicologi si sono interessati a lungo sia degli stili educativi sia del loro impatto sullo sviluppo del bambino per identificare le relazioni di causa-effetto tra le azioni specifiche dei genitori ed il comportamento infantile.

Si è notato che alcuni bambini cresciuti in contesti familiari differenti possono sviluppare personalità similari cosi come, al contrario, bambini cresciuti nello stesso contesto familiare possono svilupparsi in modo molto differente. Questa variabilità è dovuta ad aspetti intrinsecamente soggettivi del bambino e non è imputabile solamente ai fattori contestuali. Ogni bambino è in grado di reagire allo stile educativo ricevuto, ai fattori sociali, economi ed ambientali in modo molto diverso proprio perché è diverso il suo temperamento di base.

Due importanti variabili definiscono lo stile educativo:

  • Il livello di Controllo: le richieste che i genitori fanno ai figli per integrarli nella famiglia e nella società, sollecitando comportamenti maturi, esercitando controllo e supervisione;
  • Il livello di Supporto: le azioni che favoriscono l’individualità, l’autoregolazione e l’affermazione di sé attraverso espressioni di sostegno e calore (vicinanza affettiva) e disponibilità a soddisfare bisogni e richieste del figlio.

Sulla base di queste dimensioni sono state individuate diverse tipologie di stili educativi, ma qui ci soffermiamo a riflettere solo su quattro macro stili:

  1. Genitore lassativo, non curante: si tratta del genitore che ignora o sminuisce le emozioni. Esempio: il bambino piange, chiede aiuto “mamma, mi hanno rubato la bicicletta”, la mamma reagisce “ma smettila dai, l’ha presa tuo cugino, lo fa sempre”, cosa ha fatto quella mamma? Non si è occupata di una emozione importante . Se invece avesse risposto: “davvero?”, “sei triste in questo momento, ti dispiace tanto?”. Cambia di molto. In questo modo si curerebbe delle sue emozioni. La regola è questa: tutte le emozioni sono concesse, non tutti i comportamenti lo sono. Si può agire sul comportamento, si può dire: “no, non va bene, questo comportamento è sbagliato”. Ma il dolore, la rabbia, lo stress, l’ansia fanno parte della vita, noi dobbiamo imparare a dialogare con queste emozioni, non a negarle, non far finta che non ci siano, altrimenti subentrano meccanismi di repressione, di frustrazione che sono molto più dannosi rispetto all’emozione che vogliamo eliminare.

L’impatto sul bambino dello stile parentale lassativo sono:

  • Deve imparare a provvedere a se stesso;
  • Teme di dipendere dagli altri;
  • E’ emotivamente ritirato;
  • Mostrare comportamenti delinquenziali durante l’adolescenza;
  • Provare paura, ansia o stress a causa della mancanza di sostegno familiare;
  • E’ a rischio di abuso di sostanze;
  • Ha un scarso controllo su impulsi ed emozioni.
  1. Genitore lassista: si tratta del genitore che dice: “se la cava da solo”, “va bene che pianga mezz’ora, così si rafforza”, “va bene che resti lì isolato a comprendere i suoi errori, così prima o poi ci ragiona e ci arriva”. Evidentemente ai bambini dobbiamo insegnare loro a cavarsela da soli, ma non è in questo modo che il bambino impara, perché il bambino che è rimasto lì in un angolo da solo si chiede: “cosa ho fatto per meritarmi questa cosa? come faccio ad uscirne? Non ci riesco ad uscire da solo, ho bisogno di qualcuno che mi aiuti” e non trova una aiuto, una guida, un supporto.

L’impatto sul bambino dello stile parentale lassista sono:

  • Tende a ricercare l’amore del genitore attraverso l’obbedienza, il compiacimento, l’adattamento e la ricerca del successo;
  • Alcuni mostrano fuori casa comportamenti aggressivi mentre altrui possono risultare eccessivamente timidi e impauriti nel relazionarsi agli altri per paura delle critiche;
  • Ha una bassa autostima a casa della mancanza di esperienze libere e della non conoscenza delle sue capacità di pensare e fare;
  • Ha difficoltà nel socializzare a causa di una mancanza di competenza sociale. E’ abituato a sottostare agli altri più che a interagire in modo paritario, assertivo e rispettoso.
  • Si conforma con facilità, iper-adatta alle situazioni e può quindi soffrire di ansia e depressione.
  • Si conforma con facilità ma per questo può soffrire di depressione e ansia.
  1. Genitore rigido: si tratta del genitore che punisce le emozioni. Dire ad un bambino “non ti permettere di alzare la voce con me”, “non si urla davanti ad un genitore, non è rispettoso, mi stai mancando di rispetto”. Questa non è empatia, questo genitore non sta comprendendo il motivo della rabbia. Il genitore rigido non accetta che alcune emozioni tipo rabbia, paura, urla, stress, frustrazione vengano vissute in casa, ha delle regole molto strette e ne ha tante, quasi tutte controproucenti “questo non si fa, questo no, questo no”.

L’impatto sul bambino dello stile parentale rigido sono:

  • E’ emotivamente distante, mostra poco calore, amore e affetto verso il figlio;
  • Offre poco o nessun controllo;
  • Ha poche o nessuna aspettativa di comportamento;
  • Non partecipa ad eventi scolastici o colloqui con gli insegnanti;
  • Spesso è sopraffatto dai propri problemi per affrontare quelli dei figlio;
  • Non fornisce e regole per muoversi nel mondo;
  • Non sente alcun senso di responsabilità educativa;
  • Non tiene conto delle opinioni e dei sentimenti del bambino.
  1. Genitore leader: si tratta del genitore empatico. Il leader emotivo entra in empatia con le emozioni del bimbo, lo coccola, lo nutre emotivamente, gli chiede di cosa ha bisogno, lo aiuta a rilassarsi, ad addormentarsi, lo aiuta a comprendere quello che è successo, lo aiuta a capire come stanno andando le cose e non giudica mai le sue emozioni. È possibile permettere ai nostri figli di parlare con noi, di dialogare con noi in maniera costruttiva di tutto e dargli anche fiducia che possano cavarsela anche da soli, perché se c’è un buon livello di ascolto il bambino attiva naturalmente dei processi interiori da solo.

L’impatto sul bambino dello stile parentale leader sono:

  • E’ autonomo, responsabile, indipendente, maturo, assertivo, propositivo;
  • E’ competente sul piano delle relazioni sociali, aperto al dialogo con i genitori ed i coetanei;
  • E’ assertivo, ovvero più competente nell’esprimere e portare avanti le proprie idee.
  • Ha buona fiducia in sé e nelle proprie capacità;
  • Rispettoso delle regole che però non segue passivamente ma solo dopo averle comprese, interiorizzate e fatte proprie.
  • Ha senso critico e buone capacità di adattamento.

Naturalmente, gli stili genitoriali dei singoli genitori anche si combinano per creare un mix unico in ogni famiglia. Ad esempio, una madre può adottare uno stile lassativo mentre il padre uno rigido. Al fine di creare un approccio coerente alla genitorialità è essenziale che i genitori imparino a collaborare e a combinare i vari elementi peculiari dei loro stili genitoriali. Tuttavia, lo stile leader emotivo è generalmente associato a caratteristiche preferibili e maggiormente positive come la forte autostima, l’assertività, la responsabilità e l’autonomia. Anche altri fattori  sono importanti nello sviluppo del bambino tra cui la cultura, le influenze sociali, la disabilità e l’esperienza nel mondo.